Archive for the ‘Consulenza informatica’ Category.

Ultimo post

Senza tanti giri di parole, notifico la chiusura del mio blog.

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Questo è l’ultimo post.

Non ho più tempo di “progettarlo” e manutenerlo in modo adeguato e, soprattutto, il suo titolo, “Il blog di un CIO in outsourcing”, non è più rappresentativo per il mio lavoro, ed essendo nato il blog principalmente per spiegare meglio quest’ultimo ai non addetti, capite che ne decade il senso.

La crisi finanziaria ed economica spinge il mercato a richiedere “informatici” con un elevato grado di specializzazione, ma l’approfondimento “tecnico” distoglie dalle problematiche e dalle tematiche che un CIO dovrebbe affrontare (comunicazione aziendale, conoscenza del business, strategia, selezione dei fornitori, budget, programmazione e motivazione del personale, gestione dei progetti, … etc.).

Questo blog è stato un susseguirsi di promesse mancate. Rileggendolo mi sono accorto della frenesia che invade la mia professione (e che mi invade). Non fraintendetemi! Da grande voglio fare il CIO, ma ho una famiglia da sfamare, e certi “investimenti” (soprattutto di tempo) non me li posso più permettere…

Prima di salutarvi, vi segnalo un’ultima risorsa su ITIL che mi è stata notificata via sito da un collaboratore della società che l’ha prodotto. E’ un video che trovo veramente ben fatto, in grado di comunicare ad un personale non tecnico, con un esempio concreto, gli obiettivi dell’ITSM.

Il futuro? Per fortuna non lo conosciamo! Personalmente mi sto concentrando sul Business Process Management e le sue Suite… stay tuned… chissà… un giorno potrei aprire un altro blog per i miei pochi lettori ;-)

Saluti

Esame di Stato Ing. settore informazione sez. B

A distanza di quasi 11 anni dal completamento del mio ciclo di studi in ingegneria informatica ed automatica, e di circa 6 anni dall’inizio della libera professione, ho deciso di fare l’esame di Stato per potermi iscrivere all’albo degli ingegneri della provincia di Napoli.

ordineIngegneriNapoli

Non essendo un “fresco studente”, non è stato facile procedere, e pertanto il mio primo consiglio è: “fatelo subito”

Il collegamento dal quale sono partito è il seguente:

http://www.unina.it/studentididattica/postlaurea/esamiStato/index.jsp

Su questa pagina sono riportati avvisi, modulistica, termini, dati e risultati delle sessioni di diverse facoltà (nel momento in cui si inizia il percorso, bisognerà interrogarla con cadenza giornaliera).

Tralascio la parte burocratica (documenti da presentare, tasse da pagare, etc.) perfettamente descritta nei fogli di notizie, e mi concentro sul programma di studi.

Non ne esiste uno ufficiale, ma cercando in rete qualcosa di “aderente” si trova (o almeno per me lo è stato). Con questo post voglio risparmiare un po’ di tempo soprattutto ai colleghi che come me,  sono fuori dal “giro” universitario ed hanno bisogno di informazioni per prepararsi all’esame di Stato.

Programma di studi

Ovviamente le informazioni sono aggiornate alla data in cui scrivo, e in cui sono stati scritte le risorse collegate.

http://www.di.unipi.it/~albano/esamestato/

Avendo finito da un po’ l’università e, come si dice in gergo “fatto cassa”, vendendo fotocopie e libri, ho dovuto rintracciare sempre su internet materiale didattico adeguato.

Di seguito i risultati della mia ricerca:

Chi ha terminato da poco dovrebbe, oltre ai libri, conservare l’accesso all’area riservata agli studenti sul sito unina, dove probabilmente si possono rintracciare risorse simili.

Prove

Ho trovato esempi di prove all’indirizzo Esami di Stato – Foscari che mi hanno “terrorizzato” (un certo dettaglio nella programmazione si perde nel momento in cui ci si trova a gestire l’intero ICT). Per fortuna l’esame a Napoli si è rilevato, anche nelle prime prove scritte, più discorsivo e teso a valutare le conoscenze da un punto di vista più generale.

La mia esperienza

prima prova (tema scritto – 4 ore)
Descrizione protocolli di rete e del modello ISO / OSI.  Dettaglio sul livello applicazione – sviluppi futuri e opportunità

seconda prova (tema scritto – 4 ore – stesso giorno della prima prova)
Programmazione ad oggetti. Principali differenze con la programmazione procedurale

terza prova (orale – 20 min circa)
La terza prova è simile ad un colloquio. La commissione si è divisa in due.

Una rivolge alcune domande in merito alle figure responsabili della “sicurezza dei cantieri”, al codice deontologico, ed a quello etico.  Le risposte le conoscevo in quanto ho seguito dei corsi organizzati dall’Ordine presso la facoltà di ingegneria.  Il materiale è stato comunque reso direttamente online sul sito dell’Ordine. Tutti quelli che ho conosciuto mi avevano detto che sarebbe stato inutile seguire tali corsi in quanto “fasati” sul settore civile. Lo sbilanciamento è effettivo, ma io comunque li ho trovati utili in quanto ho potuto svolgere dei paralleli con il mio settore interessanti. Indubbiamente richiedono una certa capacità di filtro, che non ricordo di aver avuto al termine del ciclo di studi.

Un’altra parte di commissione rivolge domande tecniche le cui risposte sono rintracciabili nel programma di studi sopra indicato, discute le prove scritte, richiede a chi, come nel mio caso, ha già un lavoro, dettagli sullo stesso.

quarta prova (pratica – 8 ore)
Solitamente è richiesta la progettazione e l’implementazione di un sistema informativo. In genere ci sono 6 punti, i primi tre riguardano il database e sono quelli che bisogna per forza svolgere per passare la prova. Uno studente “fresco” deve studiare in quanto non costituisce (ancora) il proprio lavoro, fare tutte queste cose. Io ho dovuto studiare in quanto lo sviluppo era da farsi rigorosamente in SQL, ed inoltre ho dovuto riprendere familiarità con notazioni (ad es. ER) che, per la tipologia di cliente alla quale rivolgo i miei servizi, non ho mai utilizzato.

Considerazioni finali

L’esame mi è sembrato volutamente “soft”. Durante le prove scritte è consentito utilizzare qualsiasi testo (appunti, libri, manuali). Alla terza prova aiuta la “favella”. Alla quarta è tollerato il “lavoro di squadra”. Tuttavia vi consiglio di studiare perché sarà, se vi va bene, l’ultima volta in cui potrete farlo “avendo tempo”. Solide basi costituiscono una garanzia per il futuro.

Buono studio a tutti i candidati della prossima sessione.

Anno nuovo e utilizzo “Social” del blog

Anche la creazione dell’area riservata per l’erogazione delle informazioni attinenti all’ICT aziendale dei miei clienti, si è rilevata un vero flop. Pochi iscritti, soprattutto distratti, confermano che il brand / il nome del dominio / il senso di appartenenza sono fondamentali anche nella comunicazione interaziendale.

Pertanto il mio handbook online lo sarà, ma in blog dedicati, implementati presso i service provider dei clienti. Visto il continuo successo dei Social Network, per non “appiattire” troppo le discussioni che si innescano nell’affrontare i problemi, ho deciso di utilizzare lo stesso approccio per l’erogazione dei contenuti informativi & formativi. L’idea è nata dall’aver sperimentato la possibilità di creare un Social Network privato mediante l’utilizzo di software open source, in particolare WordPress e Buddypress. L’occasione mi è stata data, come di consueto, dal Gruppo Di Mauro che ha finanziato il progetto per la creazione di un social network privato.

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Già tre clienti, compresa la Di Mauro stessa, mi hanno chiesto, visionata la piattaforma, di implementare i medesimi meccanismi per il loro business. L’altra sfida di quest’anno sarà quella di integrare strumenti di groupware nel medesimo ambiente, al fine di creare quello che dagli addetti ai lavori viene definito Social Business.

Info di servizio.
La giovane area riservata di questo sito, per i motivi sopra esposti, cessa di esistere (era nata in Agosto) nei termini in cui era nata (ovvero come riservata agli operatori dei clienti), e si trasforma (o meglio si trasformerà), in un area per contenuti premium (in fase di lavorazione). Anche le categorie ed i TAG subiranno in queste ore una razionalizzazione (speriamo solo che“Google” non mi “danneggi” molto :-) ). Il Web Service Desk, diventa anch’esso uno strumento orientato al committente finale (quelli diretti al suo operatore verranno opportunamente implementati sui rispettivi domini… vale lo stesso discorso dell’handbook).

Anche il sito aziendale subirà alcune modifiche riguardanti l’organizzazione del contenuto che spero possano, nel complesso, facilitare la navigazione dei lettori.

Buon anno e buon lavoro a tutti.

A cosa serve la Business Intelligence?

Nel precedente post abbiamo ragionato circa l’utilizzo del PDCA per tutti i processi di gestione.

Controllare” e “Azionarsi per il miglioramento” sono attività per nulla semplici. Tale complessità del resto giustifica la differenza di stipendio esistente tra i controllori e i controllati (che sono quelli che producono e “danno a mangiare a tutti” … un buon manager non dovrebbe mai dimenticarlo).

I Manager di oggi sono comunque più fortunati di quelli di appena due / tre decenni fa. In loro aiuto infatti, per lo svolgimento delle attività suddette, arrivano le cosiddette soluzioni di Business Intelligence.

In uno dei prossimi post, che sarà sicuramente più lungo di questo, cercherò di spiegare semplicemente che cos’è la Business Intelligence.

Il primo del 2011? chissà … dipenderà dalle ferie che riesco a concedermi ;-) ).

PDCA

In questo articolo su ITIL-Italia si afferma che:

Lo standard ISO/IEC 20000 raccomanda l’utilizzo del ciclo PDCA (Plan – Do – Check – Act) per l’implementazione di tutti i processi, e definisce le varie fasi come segue:

  • Pianificazione (Plan): identificazione degli obiettivi e dei processi necessari per fornire i servizi in accordo con le necessita’ dei clienti e le politiche aziendali
  • Implementazione (Do): l’effettiva implementazione del
  • Controllo (Check): il monitoraggio e la misura dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi predeterminati
  • Azione e Miglioramento (Act): L’attuazione delle azioni necessarie per rendere definitivo e/o migliorare il processo.

PlanDoCheckAct

La domanda che mi faccio (e che vi faccio) è la seguente: Ma tale ciclo non va seguito per l’implementazione di tutti i processi (quelli FITS, ITIL, etc.)? Io credo di si.

Pianificare vuol dire pensare “come fare”, implementare equivale a “trovare e/o utilizzare e/o creare uno strumento”, controllare implica “la costruzione di una strumentazione per la verifica e/o misurazione dei risultati”, e migliorarsi comporta “l’analisi dei risultati” e la “definizione delle azioni da compiere” (decisioni della Direzione). Tutto segue questo flusso.

ITIL v3 vs ITIL v2

Questo è un post segnalibro di risorse interessanti per tutti i consulenti interessati ad intraprendere un’attività di management ICT senza reinventarsi la ruota.

Schema processi ITIL:

Le differenze tra le due versioni di ITIL sono esemplificate ottimamente in questo articolo di Stefano Rossini su Javaportal.

ITILv3

Spero di avere fornito due buoni punti di partenza per avviare lo studio di questo framework.

Seo Web Marketing Experience

Per fare Web Marketing in modo efficace, è necessario avere delle competenze in più discipline e, soprattutto, esperienza.

Allora metti ordine nel tuo piano di studi, e impara utilizzando "Case history, esperienze, ed esempi reali di Posizionamento & Web Marketing"!!!

Consigliato.

Sostieni Wikipedia

da http://wikimediafoundation.org/w/index.php?title=WMFJA1/IT

Un appello dal fondatore di Wikipedia Jimmy Wales

Wikipedia svg logo-it.svg

Dieci anni fa, quando iniziai a parlare di Wikipedia alla gente, ricevetti molti sguardi divertiti e quasi di commiserazione.

Diciamo che tanti erano a dir poco scettici all’idea che dei volontari sparsi in tutto il mondo potessero unirsi per creare insieme un notevole compendio della conoscenza umana con il solo intento di condividerlo.

Niente pubblicità. Nessun guadagno. Nessun obiettivo finale recondito.

Dieci anni dopo, ogni mese, più di 380 milioni di persone usano Wikipedia, quasi una su tre di tutte quelle che si connettono a Internet.

È il 5º sito web più popolare del mondo. I primi quattro sono stati creati e vengono mantenuti grazie a miliardi di dollari di investimenti, a enormi staff aziendali e a continue campagne di marketing.

Wikipedia invece è qualcosa di completamente diverso da un sito web commerciale. È il risultato del lavoro di una comunità, scritta da volontari un pezzettino per volta. Anche tu fai parte della nostra comunità. E io oggi ti scrivo per chiederti di proteggere e sostenere Wikipedia.

Insieme possiamo riuscire a mantenerla gratuita e libera dalla pubblicità. Possiamo riuscire a mantenerla disponibile in modo che tutti possano usare le informazioni che contiene come meglio credono. Possiamo farla continuare a crescere, a farle diffondere informazione e cultura ovunque e a mantenerla aperta alla partecipazione di tutti.

Ogni anno, in questo periodo, ci facciamo vivi per chiedere a te e a tutti i membri della comunità di Wikipedia di aiutarci a sostenere il nostro progetto comune con una piccola donazione di 20 €, 35 €, 50 € o quello che vuoi o puoi dare.

Se pensi che Wikipedia sia una fonte di informazione – e una fonte di ispirazione – spero che deciderai di farlo ora.

I miei migliori auguri
Jimmy Wales
Fondatore di Wikipedia

P.S. Wikipedia dimostra come la gente come noi possa fare cose straordinarie. Persone come noi scrivono Wikipedia, una parola dopo l’altra. Persone come noi la aiutano a sostenersi, una piccola donazione per volta. È la prova di come insieme abbiamo la possibilità di cambiare il mondo.

 

Io sto con Jimmy Wales…

wikipedia

… e tu?

Comunicazione di servizio: Causa forte spam, e mancanza di tempo per una corretta gestione in sicurezza della piattaforma, i commenti ai post saranno disponibili solo agli iscritti al sito.

Financial Management

Mediante il processo di Financial Management (“gestione finanziaria”) si vogliono fondamentalmente monitorare due cose:

  • i costi per la fornitura dei servizi ICT (es. elettrici, hardware, software, canoni linee, etc.);
  • i costi di supporto tecnico.

Registrare correttamente i costi sostenuti per l’erogazione dei servizi ICT aziendali aiuta a:

  • creare un bilancio dedicato;
  • migliorare il processo di budgeting;
  • identificare i costi non preventivati;
  • individuare i costi che sono stati superiori alle previsioni;
  • individuare la causa dei costi;
  • identificare le aree di possibile riduzione dei costi;
  • applicare un modello di controllo dei costi.

L’implementazione del processo segue il flusso in figura (dalla stessa è possibile banalmente desumere l’interazione di questo processo con quello di Service Level Management)

financial_management

To do list

  • Analizzare le metodologie per ridurre i costi ICT;
  • Analizzare periodicamente l’offerta del mercato ICT;
  • Standardizzare e razionalizzare l’infrastruttura ICT;
  • Applicare economie di scala per gli acquisti;
  • Formare gli utenti per un corretto utilizzo delle apparecchiature e dei servizi ICT;
  • Migliorare il processo di incident management per ridurre il numero di interventi dei fornitori esterni;
  • etc.

Con la presentazione del processo di “gestione finanziaria” di FITS, si conclude una veloce carrellata in merito ad un framework di gestione ICT, che non aveva alcuna pretesa di essere esaustiva.

Esaustiva è solo la pratica.

Spero di poter riuscire a trovare in futuro il tempo per mostrarvi come ho attuato FITS sui miei clienti (intendo step-by-step e con quali strumenti).

Service Continuity Management

Service Continuity Management (“gestione della continuità del servizio”) è il processo mediante il quale si pianificano i piani di emergenza da attuare in casi di eventi catastrofici che dovessero compromettere seriamente, e/o mandare “down”, servizi ICT. Implica in primo luogo l’analisi dei rischi e l’implementazione di contromisure per ridurre al minimo la probabilità di tali eventi.

Il processo segue il workflow in figura

continuity_management 

To do list

  • Identificare i servizi
    I servizi sono “infrastrutture” ICT a disposizione degli utenti, a differenza delle apparecchiature hardware | software che lo assemblano / compongono, quali connessione internet, email, stampa, erp, etc.;
  • Identificare gli asset
    Un asset sono i componenti che implementano il servizio. Es. hardware, software, linee dati, database, contratti con i fornitori, etc.;
  • Identificare i rischi
    Pensate a tutto ciò che può danneggiare un servizio ICT. Es. attacco virus, allagamento, caduta linea dati, guasto, sabotaggio, mancanza di energia elettrica, etc.;
  • Identificare le minacce
    Considerate quanto sia probabile che accada un evento, valutando ad es. i sistemi di sicurezza in essere;
  • Implementare le contromisure
    Per quanto possibile riducete il numero di minacce ad es aumentando il livello di sicurezza, programmando le manutenzioni, monitorando i possibili colli di bottiglia e/o punti di failure, creando backup di sistemi, etc.;
  • Realizzare i piani di emergenza
    Siate pronti ad affrontare gli eventi disastrosi, implementando opportuni piani di backup & recovery.

Quanto costa la business continuity?

E’ una domanda alla quale è difficile fornire una risposta, in quanto il costo può variare in funzione di diversi fattori, in particolare:

  • Investimenti
    Necessari per l’acquisto di asset di backup, di consulenza per la definizione dei rischi e dei piani di emergenza, per l’acquisto di infrastrutture esterne, etc.;
  • Persone
    Varie sono le figure che ruotano nell’ambito della definizione dei piani dei rischi / backup / recovery;
  • Tempo 
    La quantità di tempo necessaria per l’implementazione di tale processo, sarà direttamente proporzionale al grado di maturità di altri processi visti in precedenza (la sequenza dei post di presentazione di FITS non è casuale).

In generale il costo della business continuity dei servizi dovrebbe essere controbilanciato dal valore aggiunto dello stesso e/o dal potenziale costo che si registrerebbe in caso di guasto.

Ho già parlato di questo argomento in un vecchio post ("Come si vende un progetto di infrastruttura ICT ?" ), e lo farò in futuro.

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