Scadenze? Siamo “obiettivi”?
Il puerile giuoco di parole che da il titolo al post del “ritorno”, perché è ormai da tanto che non scrivo più sul blog, è volutamente provocatorio.
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Nell’’ultimo periodo ho seguito la fase di start up di un nuova azienda (di cui scriverò in un prossimo post), ancora non terminata tra l’altro, che ha assorbito quasi tutte le mie risorse psicofisiche.
Lo stress è sollecitato, oltre che dal lavoro in se, anche da altre cause che posso sintetizzare così:
- gli “scleri” degli operatori che non hanno ancora funzionanti tutti i loro strumenti informatici, e che per questo si sentono in diritto di sbraitare e, soprattutto, di poter sbagliare;
- i ritardi dei fornitori esterni / la loro gestione;
- il pressing della Direzione sulle scadenze.
In questo caso tutte le scadenze che avevo programmato sono saltate.
Senza entrare nel merito, mi sento di consigliare di moltiplicare per tre i tempi dei lavori stimati sulla base del “se tutto va bene, il tempo per portare il lavoro a termine è …”, se si è in presenza di una direzione tecnica cieca agli sforzi profusi per abbattere le resistenze, interne ed esterne, alla riuscita di un progetto.
Attenzione alle catene!
Se avete delle scadenze, ribaltatele sui fornitori esterni e/o in subappalto. Se non potete farlo (nel mio caso è stato così) da contratto, considerate in programmazione, un delta di tempo per effettuare i solleciti alle lavorazioni e soprattutto “scalate” le Vs richieste alla Direzione / Proprietà.
Siamo “obiettivi”?
La domande alla quali, quando avrò un momento in più per pensare, dovrò fornire risposta sono:
- Riusciamo ad essere obiettivi nel fissare una scadenza quando ci troviamo di fronte a fornitori “ingestibili”?
- Il rispetto assoluto di una scadenza, non può rappresentare un ostacolo alla realizzazione di un obiettivo (mi riferisco alla qualità del risultato di progetto)?
Sono bene accetti consigli e considerazioni di merito.
Ringrazio in anticipo chi interverrà.



