SOFT SKILL

Imparare ad imparare

“Cosa mi ha dato l’Università? Mi ha insegnato ad imparare.”

studente

Quante volte quelli della mia generazione avranno pronunciato o ascoltato questa frase. Ma i tempi cambiano, e sono quasi certo che non sarà più così, semplicemente perché già per quelli della mia generazione, in parte, non lo è stato.

Fatto cento il numero delle mie competenze in ambito professionale, settanta le ho acquisite raccogliendo fonti online, venti per esperienza diretta sui clienti, dieci derivano dalla mia preparazione universitaria.

Se non avessi avuto quelle “dieci competenze” la mia vita sarebbe stata diversa? Non lo so e, francamente, non lo voglio nemmeno sapere.

Ogni volta che intendo imparare qualcosa (il più delle volte ne ho la necessità) su un argomento, utilizzo un metodo molto semplice, forse banale, che non saprei dire se ho acquisito o meno durante la mia carriera accademica.

In estrema sintesi:

  • definisco un obiettivo di orizzonte (es. imparare tutto sul linguaggio X, imparare le Y cose del linguaggio X che mi servono per realizzare l’applicazione Z, etc.)
  • definisco un obiettivo temporale (es. 30 gg)
  • raccolgo le fonti (es. tutorial web, video, libri, etc.)
  • metto in pratica (es. implemento la soluzione per alcuni casi d’uso)

Inutile dire che durante la fase di raccolta delle fonti in Google è possibile rintracciare il partner ideale. La selezione è svolta osservando le discussioni che tali risorse generano. Tipicamente seleziono da due a cinque blog da seguire, da uno a massimo tre canali YouTube e due o tre libri. Se devo “rimanere sul pezzo” provvedo trimestralmente ad una revisione delle risorse.

La cosa più complicata da fare è sempre definire una tempistica. Anche per questo, direi che è l’esperienza, piuttosto che l'”aver studiato” (per dirla con mia madre), che mi fa “sbagliare di meno” (ancora sbaglio… mi sopravvaluto troppo).

Allora se qualcuno mi chiede: “Cosa ti ha dato l’Università?”

Rispondo: “La capacità di sopportare i fallimenti” (ripetere quattro volte la prova scritta di elettrotecnica è una cosa che non si dimentica facilmente).

Probabilmente non è il massimo, ma direi che non è poco per chi fa la mia professione.

La possibilità di frequentare l’Ordine inoltre, e quindi di potermi confrontare e fare paralleli con le metodologie di colleghi che operano in altri settori più “maturi”, costituiscono indubbiamente un vantaggio competitivo che cerco di sfruttare e far valere, quando mi trovo sul mercato ad esser confrontato con un altro consulente informatico che non ha fatto ingegneria. Tipicamente nel medio, e ancor più nel lungo periodo, sono un miglior investimento ovvero riesco ad offrire un rapporto tra costi e benefici migliore.

Vi lascio con uno dei metodi “più famosi” del Web. A mio avviso non basta ma è un punto di partenza