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Ottimizzazione dei costi

Diciamolo subito! Ottimizzare i costi non significa necessariamente “tagliare”. Lavoriamo in tempi di crisi e a qualcuno più balenare in testa un’idea simile. Ma l’ottimizzazione di un costo è un’investimento (sembra un’ossimoro ma non è così) che va programmato e misurato.

L’analisi delle conseguenze gioca un ruolo fondamentale in questa partita. Solitamente si parte dall’abbattimento dei canoni. La Direzione tende a tagliare “a prescindere”, ed è compito del CIO evidenziare l’impatto di queste operazioni.

Facciamo qualche esempio.

L’analisi di una nuova offerta telefonica è di per se un costo/investimento da sostenere a fronte di una eventuale riduzione del canone linea. Vale la pena fare questo giochetto una volta almeno ogni due anni. Se lo facessimo ogni sei mesi rischieremmo di dilapidare l’eventuale risparmio ottenuto cambiando contratto/operatore. Tuttavia la riduzione del canone di una linea non comporta altre conseguenze rilevabili.

Diverso è per l’abbattimento di un canone di manutenzione di un servizio. Bisognerebbe chiedersi se esistono altre società che lo erogano per confrontare le offerte, conoscere il trend dei propri bisogni (le richieste di assistenza sono in aumento o in diminuzione?) e valutare l’impatto in termini di livello del servizio. Tutto questo, sempre tenendo ben a mente che si sta generando un costo per l’ottimizzazione di un costo.

Pertanto, a meno di evidenti miglioramenti di efficienza, non bisogna esagerare con le analisi.

In definitiva il mio consiglio è partire dall’individuazione degli sprechi nei consumi.

Il canone di per se è ottimizzato, nei casi di concorrenza perfetta, dal mercato stesso.